Afide Nero della Fava – Aphis fabae

Afide Nero della Fava – Aphis fabae

Vive in colonie sulla pagina inferiore delle foglie e sugli assi fiorali.
In primavera sverna su un ospite primario, principalmente Viburno (Viburnum opulus) ed Evonimo (Evonymus europaeus), compiendo almeno un paio di cicli riproduttivi (marzo-maggio).
Progressivamente si sposta sull’ospite secondario erbaceo (Fave, barbabietole, bietole etc).
A fine stagione si sposta sulle erbe infestanti principalmente Romice (Rumex) per compiere gli ultimi cicli e prepararsi al periodo invernale.
Aphis fabae – Photo by Vittoria Percivalle
Le punture causano accartocciamento fogliare e deformazioni che limitano l’attività fotosintetica della coltura, oltre a ridurre la qualità del prodotto finale.
Secondariamente gli afidi producono la melata che è substrato ideale per lo sviluppo di fumaggini e muffe.
Altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di diffusione delle virosi, infatti l’insetto pungendo differenti piante per “assaggiare” la qualità della linfa può venire in contatto con virus che si instaurano nelle ghiandole salivari dell’afide, per poi diffondersi ad ogni puntura.
La lotta deve essere eseguita tempestivamente, al fine di contenere lo sviluppo della popolazione, idealmente si dovrebbe intervenire subito in primavera alla comparsa delle prime forme svernanti sulle erbe infestanti a bordo campo, al fine di contenere la moltiplicazione degli individui.
In commercio esistono aficidi specifici,  insetticidi ad ampio spettro, oli di origine vegetale (olio di arancio, olio di neem, olio di girasole, olio di lino) che agiscono per contatto abbattendo ed asfissiando adulti, larve ed uova)
In natura esiste un predatore naturalmente vorace di questi insetti che è la Coccinella comune (Coccinella septempunctata) e la coccinella a due punti (Adalia bipunctata).
Adalia bipunctata – Photo by Vittoria Percivalle
In natura esistono altri antagonisti naturali degli afidi e sono i funghi entomopatogeni quali Beauveria bassiana, Metharizium anisopliae e Lecanicillium psalliotae, le cui spore una volta arrivate a contatto con il parassita germinano al suo interno uccidendolo, inoltre l’insetto dannoso funge da vettore per l’infezione di altri membri della colonia. Questi funghi non arrecano danni agli insetti impollinatori ed agli insetti utili.
Esistono poi dei rimedi naturali quali macerati d’ortica, infuso d’aglio, macerato di felce e macerato di equiseto che funzionano come repellenti naturali, impedendo che gli afidi si avvicinino alla coltura.
Autore: Vittoria Percivalle (25/5/2021)

 

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